|
IIl Monsignor della Casa Country Resort si trova nel Mugello, il cuore verde della
Toscana, a ventisette chilometri da Firenze, sulla via che conduce a Faenza. Questa
terra si sviluppa lungo la vallata del fiume Sieve e alle falde degli Appennini
che segnano il confine tra la Toscana e la Romagna. Il Mugello è ricco di borghi
e di castelli, nel Medioevo era sotto la Signoria degli Ubaldini, ma è nel Rinascimento che, come Firenze, questa terra conosce il suo splendore,
grazie alla lungimiranza e alla potenza economica e politica della Famiglia Medici
che in questi luoghi ha avuto le sue origini. Ad oggi si possono ammirare i capolavori
architettonici e paesaggistici frutto del lavoro di famosi architetti come ad
esempio Michelozzo, chiamato nel 1428 a disegnare e a modificare castelli per
trasformarli in accoglienti dimore: come la Villa di Cafaggiolo, commissionata da Cosimo de’Medici, e il Castello di Trebbio con la sua torre ed il suo giardino all'italiana, un tempo dimora di Giovanni
dalle Bande Nere.
Nel Mugello è nato Giovanni della Casa, la cui famiglia ha preso il nome dalla
proprietà dove oggi sorge il nostro Country Resort. I primi insediamenti della
Villa La Casa risalgono al 1300, come fortezza dei Malaspini. Giovanni nacque nel 1503 da Pandolfo della Casa, figlio di Giovanni e Marietta Rucellai,
e da Lisabetta, cugina di Lorenzo de’ Medici e figlia di Gianfrancesco de' Tornabuoni e Lisabetta Alamanni.
Il Monsignore studiò diritto a Bologna, a Firenze ottenne il titolo di "Chierico
fiorentino" e il canonicato nella chiesa di San Niccolò; a Roma conquistò il favore
di illustri personaggi, quali il Cardinale Alessandro Farnese che gli affidò l'ufficio
di Commissario Apostolico per le decime nel capoluogo toscano, impegnandolo in
varie missioni in tutto il territorio fiorentino. Nel 1555 sotto il pontificato
di Paolo IV Carafa, sempre per consiglio del Cardinale Alessandro Farnese, Giovanni
della Casa fu nominato Segretario di Stato della Santa Sede. Morì a Roma nel Novembre
de 1556.
Il Galateo overo de’ costumi, scritto nel 1552, è la sua opera più conosciuta: un trattato sul corretto comportamento,
tradotto in 13 lingue, questo divenne addirittura il manuale di comportamento
ufficiale delle Signore della corte inglese, durante il Regno di Elisabetta I.
“…E queste parole di signoria e di servitù e le altre a queste somiglianti, come
io di sopra ti dissi, hanno perduta gran parte della loro amarezza; e, sì come
alcune erbe nell'acqua, si sono quasi macerate e rammorbidite dimorando nelle
bocche degli uomini…”
La cortesia non elimina, ma ammorbidisce la servitù e la signoria, rendendole
più vivibili, proprio come l’acqua ammorbidisce certe erbe in essa immerse. Questa
la filososia presente in tutta l’opera. |